Sono appena rientrato dalla Notte Rosa trascorsa a Cattolica.
Volevo scrivere due righe prima di addormentarmi, ma sto letteralmente crepando di sonno. =___=
Vado a dormire, vah.
Riprendo in mano il blog dopo un luuungo periodo di silenzio in cui la voglia di scrivere era sparita del tutto. Momento molto positivo, a parte una fastidiosa otite che da qualche settimana a questa parte va, guarisce e ogni tanto si fa risentire, e che mi sta costringendo a nuotare con i tappi nelle orecchie (mi dovrò decidere prima o poi a farmi dare un'occhiata dal medico). Ma scrivevo del momento positivo, ci sono svariate cose stanno procedendo bene:
1) Il nuoto: ho messo su un discreto fisico e in tutta franchezza tendo a piacermi abbastanza ^_^ (narcisismo mode ON, ma vabbè, chissenefrega :-p);
2) Il lavoro: col prossimo mese è un anno esatto che mi trovo nella mia attuale azienda, e nonostante le varie pippe quotidiane che vi sono da smazzare via devo dire che fino a questo momento non mi sono annoiato affatto; oddio, c'è da aggiungere che in questo mi sta aiutando molto anche il tipo di attività che svolgo, ogni giorno arriva qualcosa di diverso da mettere a posto X-D
3) Il denaro: in meno di un anno solare il mio attuale conto in banca ha raggiunto le cinque cifre, e non è che nel corso di questo tempo mi sia limitato nelle spese, anzi... facendomi due conti in tasca posso affermare di aver scialacquato abbastanza pecunia in uscite, cibo, birre e quant'altro :°D;
4) Ho riallacciato alcuni contatti con persone che, qui a Bologna, avevo perso completamente di vista. E la cosa è stata abbastanza piacevole. :-)
Aggiungo un'ultima cosa: non so bene per quale motivo preciso (meglio scriverlo piano, si sa mai che qualcuno o qualcosa mi senta e decida di invertire la tendenza tanto per rompere la "monotonia" >.<), ma sto avendo sempre più conferme di essere bravo a farmi arrivare dei crediti dalla vita col mio agire (si ok, lo so che detto così sembra una frase detta da un cretino, ma oh, tant'è... ^^'). Di contro, sto invece osservando con una certa approvazione che coloro che pensano che tutto il mondo sia sbagliato e non vi sia invece nulla da rivedere dentro loro stessi stanno prendendo delle svangate nei denti di una certa entità una dietro l'altra.
Sono riscontri che danno soddisfazione. :-)
Odio il sorriso
di quel bastardo di un operaio
lui ha un lavoro, lui ha una casa,
lui ha uno stipendio,
lui ha un pasto caldo alla sera,
lui può parlare con la sua donna
e può giocare con i suoi figli
io invece sono qui
seduto o inginocchiato
sempre
sul ciglio del marciapiede,
non visto, non guardato,
non mi vogliono vedere,
mentre urlo nel silenzio
per la più piccola delle monete
e prego tra me e me
perchè stanotte non mi uccida il gelo
o perchè invece lo faccia.
Eppure sorrido
perchè altrimenti dovrei piangere
e piangere tanto
vorrei essere quell'operaio
lo odio
Odio il sorriso
di quel bastardo di un banchiere.
LUi è importante, lui è considerato,
lui dove cammina ha lo strascico di leccapiedi,
lui è ricco, lui può molte cose,
lui è stimato e può far star bene chi gli è vicino
io invece sono qui
a spaccarmi la schiena
sempre
su quest'impalcatura
che ogni giorno è sempre uguale
talmente uguale da insultarmi
e fatico ad arrivare a fine mese
e mia moglie mi dà del fallito
e mio figlio non vuole più studiare
ha iniziato a rubare,
dice che non vuole morire
in quello che sono diventato.
Eppure sorrido
perchè altrimenti dovrei piangere
e piangere tanto
vorrei essere quel bancario
lo odio
Odio il sorriso
di quel bastardo del presidente
Lui è come un Dio
lui ha il potere
lui può decidere della vita o della morte
di molti
lui non ha problemi di denaro
ne ha fino a fuori dalla bocca
io invece sono qui
a fondermi la testa e le orecchie
sempre
su questa scrivania
ad ascoltare ingordi e palloni gonfiati
che poi dei loro soldi non me ne frega un cazzo
a lavorare sempre da solo
su investimenti, azioni o prestiti
perchè nessuno mi è mai vicino
se non per interesse o tornaconto
nessuno mai mi ha chiesto davvero
se sono stanco o se sto bene.
Eppure sorrido
perchè altrimenti dovrei piangere
e piangere tanto
vorrei essere il presidente
lo odio
Odio il sorriso
di quel bastardo di un barbone
che vedo sempre fuori dal palazzo
lui non deve fare i conti col mondo
lui non ha i miei problemi
lui non vive con le telecamere addosso
o gli obiettivi dovunque vada
lui non viene registrato quando parla
lui può dire quello che vuole
io invece sono qui
a tirare la carretta per il paese
sempre
annullando me stesso per quello che faccio
perchè per mantenere ciò che appaio
devo rinunciare a ciò che sono
e devo vivere con la finzione
e con la paura della verità
e molti non mi guardano negli occhi.
Eppure sorrido
perchè altrimenti dovrei piangere
e piangere tanto
vorrei essere quel barbone
lo odio
Una delle cose che detesto è il freddo. Un'altra delle cose che aborro è il mal di gola. Un'altra ancora tra le cose che odio è dover trascorrermi un week-end chiuso in casa per cause non dipendenti dalla mia volontà. Bene, questa settimana tutte e tre le suddette circostanze sono riuscite ad occorrere =___='. Nella pratica, ad inizio settimana mi sono preso un accidente stagionale: niente di cui preoccuparsi, qualche brivido qua e là, un pò di rincoglionimento, febbre, raffreddore, mal di gola, etc etc... insomma le sfighe tipiche del caso. Quello che invece mi ha fatto girare discretamente le palle è che, causa assenza di alcuni miei colleghi d'ufficio unita ad un esubero di attività che ci sono piombate tra capo e collo, invece di starmene a casina il classico paio di giorni per ripigliarmi come si doveva mi sono trovato costretto a deportare il mio culone a svolgere il proprio dovere comunque. Col risultato che l'accidente si è strascicato fino ad ora, il mal di gola anche, ed oltre a ciò è ripiombato il freddo di colpo... pork! @_@' Che week-end sfigato, lo dovrò utilizzare forzatamente per ripigliarmi del tutto, sennò in piscina quando ci torno? Ho saltato una settimana intera, sarei anche desideroso di tornarci... questo mercoledì inoltre dovevo andare a vedere con sergio The Wrestler, ma anche lì ho dovuto paccarlo e posticipare a tempi migliori. Ho provato anche a dirmi "ciao" da solo svariate volte per guarire più in fretta ma non ha funzionato, dicevano che fosse salutare... no ok, questo schifo di battuta viene da Groucho di Dylan Dog, non da me.
Ad ogni modo, dato che durante queste giornate la febbre non mi ha consentito di restare davanti allo schermo del PC, ho ripiegato sulla televisione (si, quell'affare strano che non seguivo da qualcosa come 2-3 anni, se non ricordo male). E ho trovato, nel miasma generale, una "perla" che vale veramente la pena di essere vista: il programma l'hanno battezzato "Buona La Prima", è uno spettacolo di improvvisazione teatrale in cui i due principali protagonisti sono Ale e Franz. L'ho visto pochi giorni fa per la prima volta, non avrei mai creduto di riuscire a ridere ininterrottamente per TUTTA la durata dello stesso! X°D Credo che inizierò a scaricarmi le puntate dal Mulo. A seguire ho avuto anche occasione di rivedere 007 Casinò Royale, e non ho capito bene per quale motivo, fino a questo momento, io mi sia scordato di notificarlo nella lista dei films che mi sono veramente piaciuti... al cinema mi piacque parecchio. Vabboh, meglio tardi che mai, ora aggiornerò il listato. ;-p Disquisendo di cinema vero e proprio, invece, di recente ho visto Watchman, e anche qui a mio avviso siamo di fronte a un ottimo capolavoro; l'unica pecca è che il film sia veramente lungo (poco meno di tre ore) e che non abbiano fatto molto per tenere alto il ritmo nelle fasi finali della pellicola; ne consegue che è facile arrivare verso la fine e crollare addormentati se non si ha riposato adeguatamente la sera prima. A parte questo, davvero ottimo. Sono stati soldi spesi bene, potrei anche avere voglia di tornare a rivederlo.
Bom, vado a fare colazione.
Serata in cui sono libero da uscite, dal nuoto, dalle partite su WoW e da ogni altra possibile forma di impegno che non sia il cazzeggio. Ogni tanto una sera passata così può servire, se non altro mi dà occasione di riordinare qualche pensiero e di non avere per un momento la sensazione di star correndo i 110 ostacoli sulla linea della mia vita. Intendiamoci, non che stia facendo chissà che cosa, ma devo prendere atto che questi ultimi mesi si sono contraddistinti soprattutto per la frenesia con cui sono trascorsi, entità quest'ultima a cui non sono tutt'ora riuscito a fare l'abitudine.
Ad ogni modo, i pensieri di stasera vanno al significato delle cose che faccio, e più in generale che facciamo. Uau, argomentone. Non l'avesse mai trattato nessuno. X-D A tal proposito ho spesso pensato che l'unico significato che si possa trovare nelle azioni che compiamo quotidianamente sia quello che riusciamo a darvi noi. Da un certo punto di vista il discorso torna: preso infatti per certo che il punto di arrivo della nostra vita è comunque la morte, e che con essa tutto ciò che è stato fatto in vita viene "spazzato via" a mo' di colpo di spugna, l'unico senso attribuibile al nostro fare è appunto quello che le persone stesse riescono a trovarvi, dato che un senso assoluto e universale non siamo ancora riusciti a stabilirlo. Sono tutt'ora convinto di questa premessa, con una sottile ma sconfortante differenza, cioè: per dare un senso ad un qualcosa, una persona ha necessariamente bisogno di un obiettivo da raggiungere. La nostra intera vita, se ci si pensa sopra, è effettivamente fondata su obiettivi: iniziano ad abituarti fin da piccolo a dover fare i conti con dei risultati da raggiungere, piano piano vieni portato al punto in cui non ti chiedi nemmeno perchè debbano essere raggiunti, però li vuoi centrare comunque. E prima le promozioni a scuola, e poi il riuscire ad andare in bicicletta, poi altri voti, poi le competizioni sportive, e poi la patente, e poi i titoli di studio superiori, e poi il lavoro, etc etc etc... della serie "dal momento che tutto non ha un reale perchè, cerchiamo di riempirci la vita di ogni attività possibile per avere sempre meno tempo per fermarci a pensare e chiedere a noi stessi perchè le stiamo compiendo". Tutto sommato non è nemmeno una pensata troppo negligente... soffocare le persone di traguardi da tagliare per evitare loro di riflettere "eccessivamente" e di stare male in funzione di ciò. Geniale, per un certo verso. Perchè, parliamoci chiaro, quando vuoi delle risposte e non le trovi, ti viene per forza da incazzartici dietro ai livelli... e di stare male, di stare male veramente, di provare quella sensazione di inutilità che ti assale quando determinate verità arrivano a sfiorarti, non ne ha desiderio nessuno.
Obiettivi, dunque. Esistenza costellata da essi. Ma quando anche i potenziali traguardi iniziano a sembrare poco appetibili... a quel punto come fai a gestire il tuo malessere? Voglio dire, poniamo per ipotesi che una persona abbia deciso di dedicare la sua vita a, boh, restare conosciuto nella storia per un qualche motivo. Butto li una cretinata a caso, ipotizziamo che io voglia a tutti i costi entrare nella storia umana per essere stato il primo ad inventare il teletrasporto (oddio, tanto cretinata non sarebbe, se qualcuno riuscisse ad inventarlo davvero ^_^). Benissimo, sono nella storia. Il problema è che, fondamentalmente, la storia rimane impressa unicamente in due fonti: 1) nella memoria delle persone, e 2) nei libri di testo. Il primo di questi due aspetti è estremamente labile ed effimero: la mente umana e continuamente bombardata da stimoli esterni, è poco affidabile ed e facilmente attaccabile da malattie di vario tipo, quindi è bene non farvi troppo affidamento per un eventuale perpetrato riconoscimento della mia invenzione negli anni. Rimarrebbe dunque la fonte scritta. Ora, uno potrebbe anche pensare che un documento scritto sia una fonte storica estremamente tangibile, a cui affidare volentieri la memoria delle azioni compiute durante la propria permanenza su questo mondo; la pratica purtroppo insegna che così non è: sui grandi numeri, quando iniziano a trascorrere i secoli, determinate tracce risultano sempre più confuse e caotiche. E anche se, nonostante lo scorrere inesorabile del tempo, si riuscisse a tenere traccia da qualche parte della scoperta, basterebbe che un qualche egemone movimento religioso, o politico, appartenente ad un'epoca futura decidesse di "revisionare" la storia e che iniziasse a ripetere, insistentemente, che in realtà io non ho inventato un'emerita cippa di niente. D'altra parte il modo migliore per far diventare vero qualcosa di falso è continuare a difendere la falsità a oltranza, sempre, insistentemente, con toni estremamente elevati e scagliandosi contro chi obietta razionalmente in proposito nei modi più aggressivi e prevalicanti possibile.
Il dato di fatto è che, per quanto io mi sbatta, sui medi/grandi numeri della linea del tempo, io mi sarò comunque sbattuto per niente. A prescindere dai sacrifici e dagli sforzi fatti in vita.
Ed è da questa considerazione che sto iniziando a valutare seriamente l'idea che potrebbe realmente non importare nulla di che tipo di azioni ho compiuto, purchè mentre ero in vita io, ed unicamente io, mi sia divertito nel farle. Elemosina, violenza, amicizia, amore, odio, vendetta, guerra, carità, sacrificio, tortura, solidarietà... nessuna di queste cose ha in realtà una reale importanza di fondo, per quanto per alcune persone parte di esse possano avere un valore enorme, parte siano invece indifferenti e parte ancora siano abiette e non auspicabili.
Nulla ha alcuna utilità che non sia quella di ingannare noi stessi.
In questi ultimi giorni ha avuto un fortissimo eco mediatico, nelle cronache nazionali, il caso riguardante questa ragazza. Impossibile non sentirne parlare, in un modo o nell'altro questa vicenda saltava fuori come il prezzemolo.
Questi i dati di fatto in sintesi: una ragazza di nome Eluana, circa 17 anni fa, rimane coinvolta in un incidente stradale. All'epoca aveva 22 anni. Nell'incidente il suo cervello subisce un trauma che viene giudicato dai medici dell'epoca come irreversibile e destinato a una "degenerazione definitiva", cioè senza alcuna probabilità di recupero. Riescono tuttavia a mantenere questa ragazza in "vita" alimentandola con mezzi esterni.
Oggi, dopo diciotto anni, questa donna è deceduta in seguito all'interruzione dell'alimentazione esterna.
Non ho intenzione di soffermarmi troppo su aspetti di questa vicenda che personalmente considero squallidi, quali: l'ingerenza delle intere forze politiche italiane (non credo che si sia salvato nessuno) nel cercare di fare di queste vicissitudini uno strumento di etichettaggio politico, nonchè la sconfortante celerità con cui ciascuno di essi ha cercato di cavalcare l'onda mediatica che vi stava attorno (sono profondamente convinto che, se giornali e TV non avessero incentrato l'attenzione su questo caso particolare, nessuno si sarebbe mosso per fare alcunchè); l'intromissione di associazioni varie ed eventuali, che hanno cercato di arrogarsi il diritto di interpretare, al posto della famiglia stessa della ragazza, che cosa fosse più oggettivamente giusto fare e che cosa no (che ne possono sapere di tutto questo, delle persone che non hanno vissuto determinati fatti direttamente sulla loro pelle?); l'ennesima buona occasione persa, da parte delle istituzioni cattoliche, di tenere la bocca chiusa anzichè tuonare al vento irrazionali anatemi basati unicamente su dogmi e che non tengono minimamente conto delle circostanze situazionali da caso a caso; e infine, ultimo ma non meno pessimo per questo, lo scacallaggio praticato dalla stragrande maggioranza dei mezzi di "informazione" in merito a tutto questo.
Quello su cui vorrei soffermarmi maggiormente, invece, è l'aspetto strettamente umano.
Supponiamo, per un solo momento, che una cosa del genere possa (mentre lo scrivo però una toccatina scaramantica ci stà tutta) capitare al sottoscritto. Supponiamo che, per un qualche sfigato incidente, il mio stato di salute scenda ad un livello tale per cui è altamente probabile che il resto della mia futura esistenza si riduca al vegetare su un letto d'ospedale, sorretto esclusivamente da fonti esterne (macchinari, flebo e quant'altro).
Ipotizzato questo, se la scelta di restare in vita o meno dipendesse esclusivamente dalla mia volontà (e mi auguro fortemente che sia così, nello sciagurato caso), personalmente credo che chiederei di fermare tutto l'ambaradan e di lasciarmi andare. Per svariati motivi. In primis, il fatto che una "vita" di questo genere non la vorrei vivere. Non è una vita, è uno stato di sopravvivenza semmai, essere forzato a proseguire la mia esistenza sotto tali vincoli lo interpreto come una condizione assai peggiore della morte stessa. In secondo luogo, credo che vi sarebbe una forte possibilità che il fatto di essere trattenuto su questo mondo possa essere fonte di sofferenze di non poco conto per le persone che mi stanno accanto: parliamoci chiaro, a chi potrebbe mai fare piacere osservarmi mentre sono in catalessi su un letto d'ospedale? Quale tipo di conforto può mai dare il fatto che io, ok, sono lì ma in realtà non sono lì, se non quello derivante da una delle più frequenti malattie umane chiamata speranza incondizionata? Da una certa prospettiva mi sentirei anche piuttosto egoista, nel forzare la mia famiglia o i miei amici a ricorrere col pensiero al mio stato attuale. Terzo punto: per quale motivo la vita, o meglio, l'esistenza in sè e per sè deve essere considerata a tutti i costi come un valore? Che valore può avere l'attesa inesorabile dello scorrere del tempo verso un traguardo che sarei comunque destinato a raggiungere e in cui, mentre aspetto, non posso fisicamente fare alcunchè per passarmela meglio? Voglio dire, vi sarebbe di che incazzarsi. E troppo spesso ci si scorda che, in alcune circostanze, anche il dare la morte può essere un atto d'amore, e non necessariamente l'aggrapparsi alla vita può essere una cosa buona.
Oggi è morta una persona. Di lei non mi importava assolutamente nulla, detto senza ipocrisie. Non la conoscevo, la sua morte non mi ha nè tolto e nè portato niente, se non l'occasione di disquisire sul blog di convinzioni personali che ho maturato fino a questo momento. Trovo sadico il tentativo di sensibilizzare a forza l'opinione pubblica tramite il continuo sbandierare di fotografie risalenti a un'età e a un'epoca non più appartenenti a questa donna. Quello che però sto cercando di dire è che è perfettamente inutile avere la pretesa di giudicare, come invece credo molti stanno facendo, se sia stato un epilogo giusto o sbagliato: nessuno di noi era li, nessuno di noi sa che cosa possono aver passato i familiari durante questo lasso di tempo. Quello che invece preferirei si facesse è cercare di trasferire la propria visione delle cose più all'interno del contesto, e a seguire sforzarsi di vedere la situazione dal maggior numero di angolazioni possibile. Approfittare di questo fatto di cronaca per lavorare su noi stessi. Per migliorarci. Nel modo che preferiamo, e senza paraocchi mentali a guidare giudizi e elucubrazioni.
(P.S.: credo che le mie ultime frasi siano riconducibili a sintomo della malattia a cui ho accennato qualche passaggio prima)
Ok ok, non sapevo come intitolare questa roba. X-D Mi sa che prima o poi la possibilità di inserire titoli nei post la casso alla vecchia, non mi sembra che abbia troppo senso, tutto sommato.
Ad ogni modo, rieccomi qui.
Ritorno a scrivere sul blog dopo quasi tre mesi di tempo, periodo durante il quale la mia voglia di riprendere a scrivere è stata pressochè assente. A dirla tutta in questo lasso temporale non ho trascurato solamente il blog, ma anche tutta una serie di attività che contribuiscono alla crescita individuale, principalmente la lettura e la scrittura. Di recente invece mi è tornata la voglia di darci dentro in tal senso, e in funzione di ciò ho quasi completato la lettura di un libro che avevo acquistato a fine Dicembre dell'anno scorso, ma che non avevo ancora mai aperto: "Io Robot" di Isaac Asimov. In precedenza avevo già visto l'omonimo film, quello che ha Will Smith come attore protagonista, ma come spesso accade la pellicola cinematografica c'entra poco o niente con l'opera originale. Il libro in realtà altro non è che una serie di novelle, leggibili singolarmente ma comunque legate da un comune filo conduttore, che utilizzano un contesto basato sull'esistenza di robot, evoluti a tal punto da poter riprodurre quasi fedelmente emozioni e ragionamenti (talvolta irrazionali ma reali) umani; questa ambientazione viene utilizzata come espediente per analizzare invece alcuni dei meccanismi e dei comportamenti, propri della natura delle persone, a livello psicologico. Mi ci sono intrippato abbastanza, per finirlo mi mancano ancora un paio di storie, ma già per quello che ho letto fino a questo momento mi sento in dovere di sponsorizzarlo. ^__^ (tra parentesi, promemoria per il futuro: passare da Feltrinelli a vedere se riesco a trovare qualche raccolta di aneddoti o storie famose concernenti i pantheon nordici e greci, oggi in ufficio ne ho discusso un pò con un mio collega durante una pausa e ho deciso che può valerne la pena darci una letta. Ah, giusto, devo anche acquistare "Frankenstein" di Mary Shelley)
Per quanto invece riguarda gli accadimenti di rilievo nella mia quotidianità, la principale novità è rappresentata dal fatto che Yae parte per gli Stati Uniti: ha trovato lavoro, a quanto ho capito come progettista/programmatore, presso un'azienda che risiede oltreoceano e vi trascorrerà i successivi tre mesi. Gli auguro che gli vada di culo, cosa che qui in Italia difficilmente si verificherebbe. A seguire, questo fine settimana sono stato prenotato per la cena di gilda assieme agli altri giocatori di WoW che si terrà a Bologna. Tutto il resto scorre piacevolmente. Piccolo neo: a nuoto il mio rendimento sta proseguendo in modo piuttosto altalenante, questo principalmente a causa del fatto che, nonostante il mio attuale lavoro mi induca verso i ritmi di una vita regolare, tutto considerato sto invece mantenendone di sregolati. X-D Che sia per un'uscita o per una giocata on-line la notte immancabilmente mi rifilo in branda troppo tardi (forse troppo), mi nutro principalmente di schifezze (bone eh, per carità *_*, ma ammetto che il mio stomaco inizia a dare dei segnali di stanchezza in merito :-p) e ho aumentato anche il consumo di vino/birra e alcool in generale. Insomma, in parole povere il nuoto è diventato più un mezzo di mantenimento della mia decenza fisica che uno sport fine a se stesso. X°D Me sa che io alla terza età non ci arrivo, però quantomeno morirò contento e spaccato. ;-p
Aggiungo infine una critica su ciò che sto notando nell'evoluzione del mondo dell'attualità e degli stimoli provenienti dal mondo esterno (leggasi giornali, televisione, etc...): piano piano è stata insinuata una tendenza, soprattutto (ma non solo) nelle menti più giovani, a indurre a pensare che se tutto il mondo che hai attorno ti sembra sbagliato, allora è sempre comunque colpa del resto del mondo. Ma mai demerito tuo. Oltre a ciò, si è diffusa la cultura della critica e del gossip gratuito verso le abitudini altrui. Esempi pratici: il continuo apparire, sia in trafili di prima pagina di note testate giornalistiche che nelle home page dei vari notiziari on-line, di "notizie" riguardanti fatti accaduti in trasmissioni televisive di bassa qualità come "Amici" o "Il Grande Fratello", programmi che per come sono stati realizzati inducono sempre più spesso chi li guarda a sparlare di chi ne è protagonista, o di ciò che vi accade all'interno. Con la diretta conseguenza di abituare la mente delle persone a spostare la loro attenzione dal coltivare la propria personalità/cultura al blablabla che ha come bersaglio persone di cui, in teoria, non dovrebbe fregarcene di meno. Cosa, questa, che va poi direttamente a contaminare anche l'atteggiamento nel quotidiano (penso che chiunque abbia sentito, ogni santa mattina, qualche persona che intavolava o cercava di intavolare un discorso sparlando dei protagonisti di reality beoti o di colleghi di lavoro, compagni di università o che altro ancora; ecco, a me questo genere di cose fanno venire il latte alle ginocchia =_=', non me ne può fregare di meno e trovo sorprendente come una buona fetta di persone riesca a trovare interessanti determinate trasmissioni o gossipaggini). Altro esempio: Phelps, il campione di nuoto, che tira una spipazzata da un bong. E il bello è che lo costringono a chiedere scusa e lo mettono alla gogna mediatica: MA DE CHE? Per quanto mi riguarda nel proprio tempo libero ognuno può fare quel cazzo che gli pare, basta che poi alle gare sportive non ci arrivi dopato, perchè a quel punto entra in gioco un discorso di competizione sleale. Ma se anche questo qui, per una sera o per diecimila sere consecutive, ha avuto voglia di spipazzare... dovrebbe fregare qualcosa? In teoria no. In pratica si, diventa l'argomento dominante della giornata. Il motivo credo sia sempre lo stesso, cioè il sotterraneo spostamento, perpetrato a colpi di stimoli esterni, delle priorità emotive individuali da aspetti che riguardano l'accrescimento della propria persona ai cazzi degli altri: ma guardare un film, uscire al pub con degli amici a farsi una birra, leggersi un libro, ascoltare musica, imboscarsi da qualche parte con una donna, insomma dedicarsi a cose più creative e "nutrienti" da molti punti di vista... pare così brutto?
E' un bel pò di tempo che non apro il blog, principalmente a causa degli impegni lavorativi e di gaming on-line che in queste ultime settimane hanno assorbito gran parte del tempo a mia disposizione (ahi ahi ahi, devo stare attento a non firmare contratti di alcun tipo con gli uomini grigi :-p, Michael Ende insegna). Stasera ho un pò di tempo libero in più da dedicare al cazzeggio, indi per cui ho voglia di rispolverare questa vecchia carcassa di diario on-line... non mi va di farlo sprofondare nel dimenticatoio della mia memoria.
In particolare stasera mi interessava buttare giù due righe su ciò che io considero un "crimine stupido". Necessità che mi ha assalito dopo che stamattina, aprendo come al solito una manciata di siti di DISinformazione di massa (come già li ha chiamati qualcuno) nelle prime battute dell'orario di lavoro, sono incappato in uno scorcio di cronaca che è riuscito a lasciarmi interiormente inorridito. Inorridito perchè l'atto in sè denota totale irrazionalità, e sottolineo che è ben difficile riuscire a farmi provare una sensazione reale di orrore. Questo non perchè io sia "grande macho man" o "vero uomo di guerra" o beotaggine analoga X-D, ma semplicemente perchè a furia di sentir riportare determinati fatti si finisce poi col farci l'orecchio, e dunque a farseli scivolare addosso. Molti, ma non tutti.
Nella mia ottica un crimine è considerabile "idiota" a tutti gli effetti quando proprio non ha alcun senso di essere compiuto. Il concetto di "senso" in tale contesto è estremamente soggettivo, ma per quanto mi riguarda vi sono moltissimi crimini che non riesco a considerare come stupidi. Opinabili, forse, ma non stupidi. Tanto per dirne qualcuno: una rapina ad una banca è un tipo di reato che giudico spesso giustificabile e motivato; un omicidio dettato da sensazioni di vendetta che non faccia capo a ragioni eccessivamente futili, a mio parere, ci può stare; posso anche arrivare a comprendere (ma non poi a giustificare) casistiche di delitti ricorrenti con particolari alquanto macabri, tipo chessò, il classico (?) serial killer che stacca la testa alle sue vittime dopo averle affogate, in quanto hanno comunque dei connotati pseudo-artistici che finiscono col dare tutto sommato una sorta di senso creativo alla cosa.
Premesso questo, e ammesso ma non concesso che i fatti riportati su questa pagina siano corrispondenti a realtà, ecco, questo è un tipo di crimine che io considero totalmente idiota. Voglio dire... ci sta che ti vada di rapire un bamboccio per estorcere dei soldi a familiari vari (postilla: se proprio vuoi farlo, almeno sceglilo meglio, il tuo bersaglio... non andare a sequestrare ragazzetti di famiglie che non c'hanno un ghello che sia uno in tasca per pagare alcunchè! =_='); ci stà anche (dove "ci stà" = "ha tutto sommato un fine razionale", per quanto possa essere opinabile poi l'atto in sè e per sè) che, preso dal panico perchè la faccia del bamboccio in questione ha fatto il giro delle televisioni nazionali, decidi di ammazzarlo e occultare il corpo, sperando che chi si è visto si è visto e tanti saluti. Però... puttana di quell'Eva... tra tutti i possibili modi in cui puoi togliere la vita a un bimbetto di cinque anni... MA PROPRIO CON UNA CAZZO DI SIRINGA DI ACIDO PIANTATA NEL CUORE LO DEVI FARE?!?!?!? Perchè? Che senso ha? Cioè boh, io non penso nemmeno di riuscire a immaginarmi la quantità di dolore che si può provare, e di certo non è una morte che impiega poco tempo per sopraggiungere. E' atrocità totalmente gratuita. E' un pò come decidere di ammazzare la donna che hai appena stuprato più volte e derubato di tutti i soldi e gli oggetti, pure se sei sicuro che questa non ti ha visto in faccia e non ha alcuna possibilità realistica di farti acchiappare dalla polizia... a che ti serve?!? Boh... è un livello di orrore contro cui non riesco nemmeno ad incazzarmi, riesci solo a stare lì basito e a rileggere di nuovo che cosa c'è scritto sperando di avere letto male, o di vederci un particolare che prima ti era sfuggito e che possa rendere il tutto meno ridicolo. (posto che vi sia mai un qualcosa da vedere realmente)
Per quanto invece riguarda la mia quotidianità, sta andando tutto decisamente bene, a parte qualche sbattimento occasionale che rientra comunque nell'ordine delle cose. Capitolo lavoro: a cercare di comprendere e di risolvere i vari casini che ogni tanto sorgono mi sto divertendo non poco ^_^; sarà che sono appena nel corso del quarto mese effettivo e che è ancora troppo presto per arrivare a classificare determinati aspetti come routine, però più capisco quello che sta dietro i sistemi ferroviari e più ho la sensazione che sia una realtà professionale in cui, per cause di forza maggiore e per la tipologia di apparati con cui si ha a che fare, alla "routine" non ci si arrivi mai. Sorge sempre qualcosa di nuovo da sbrogliare. :-D Se da una parte questo fa si che, quando qualcosa va storto, a volte ci sia da tirare forti bestemmie al vento, di contro è estremamente difficile riuscire ad annoiarsi, e quest'ultima faccia della medaglia non mi dispiace affatto. :-) In più (e qui giuro, NON SO bene per quale motivo stia accadendo, dato che non mi sono affatto prodigato in alcuna opera di leccaculismo, ma tant'è che è un dato di fatto) sto ricevendo complimenti da più fronti, soprattutto dalle figure di vertice all'interno dell'azienda. Quelle che hanno un peso piuttosto forte, insomma. Questo anche in occasioni di assemblee e riunioni interne pubbliche. Il referente della società consulenziale per cui sono assunto ha voluto farmi le congratulazioni di persona, arrivando anche a chiedermi come ho fatto a farmi questa reputazione tra determinate figure nel giro di poco più di tre mesi o.O'. La cosa divertente è che non ne ho la minima idea. X-D Forse il trucco sta semplicemente nel fatto che in primis, per ora, mi sto divertendo io. ^^ Vabboh, vedremo che ne salta fuori, per il momento meglio tenere i piedi saldamente per terra.
Aspetto non di bassa rilevanza: il mio conto postale sta salendo ogni mese di un discreto quantitativo di denaro. ^___^ *sorrisone a 42 denti scintillanti e lavati di fresco col Durbans*
Capitolo bimbe: momento di totale serenità interiore. Attualmente continuo a non volerne sapere mezza di lanciarmi in un'altra storia di un certo peso, e se da una parte questo sta contribuendo a preservare un certo equilibrio emotivo che mi sono creato, di contro credo stia invece provocando più di un turbamento a determinate controparti. Cosa che un pò pure mi dispiace, ma attualmente non mi sento proprio pronto per dare come dico io, e finchè non mi ci sento non ho la minima intenzione di iniziare a farlo.
Capitolo nuoto: a gonfie vele! Dopo i primi due mesi iniziali, in cui ho penato abbastanza per togliermi via della ruggine di dosso, ho ripreso lo smalto di qualche anno fa. >-) Non ho più bisogno di pause tra una vasca e l'altra, ho messo su un bel pò di fiato e anche il tono muscolare del mio fisico è diventato qualcosa di decentemente guardabile. Autostima in totale salita. >-D Certo, se la smettessi di riempirmi di birre, crostini e schifezze varie quando esco la sera forse potrei fare anche di meglio, ma preferisco di gran lunga continuare a peccare di gola. ;-p
Capitolo libri: ho lasciato in stand by le storie finali di "Stagioni Diverse", e ho acquistato da un paio di settimane "Io Robot" di Asimov, che non avevo ancora mai letto. Non l'ho ancora iniziato però, la mia voglia di aprire i libri ultimamente latita. Mi devo riattivare anche in questo contesto. ^^
Capitolo WoW: con la gilda siamo in pausa forzata dall'imminente arrivo della nuova espansione (dovrebbe uscire Giovedì sera, ARF! SLURP! SBAV! cammello mode ON!) (O_O'), quindi attualmente la voglia di impegnarci in raid di gruppo è un pò scemata. Se ne riparlerà verso Dicembre, mi sa.
Per ora passo e chiudo. :-)